Ci sono serate che ti lasciano addosso una sensazione bella, di quelle vere e trascinanti. È esattamente quello che è successo ad Acquapendente con il nuovo, imperdibile appuntamento di “Francigena con Gusto”, l’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale ARISA insieme a Slow Food Viterbo e Tuscia. Il tutto si inserisce nell’ambito della campagna nazionale di Slow Food Italia “Terre Alt(r)e. Riabitare e resistere”, pensata per contrastare lo spopolamento delle aree collinari, montane e interne e per tutelarne la biodiversità.
Alla fine la formula è semplice ma potentissima: metti insieme le eccellenze del territorio acquesiano, la voglia di riscoprire le tradizioni locali di una volta e il piacere puro della buona tavola. I protagonisti assoluti della serata sono stati l’olio nuovo e la birra buona, adagiati accanto a piatti della tradizione contadina preparati con una cura incredibile dalle sapienti mani delle cuoche acquesiane, le mitiche “Amiche di Zì Mari”.
La cosa più piacevole è stata la possibilità di cenare direttamente con il produttore Giulio Geronzi, dell’Azienda Agricola Sant’Ermanno, che ci ha raccontato con grande passione la storia e la fatica che stanno dietro ai suoi prodotti. Saggiare la fragranza del pane cotto dai fornai di Acquapendente, fatto proprio con le farine della sua azienda e condito con l’olio appena franto, ha fatto riscoprire a tutti sapori autentici.
Tutto questo come aperitivo nella storica atmosfera della Galleria Falzacappa, dove gli ospiti hanno degustato i Fagioli del Purgatorio di Gradoli dell’Az. Agr. Viti sul Lago di Gradoli, cucinati secondo le ricette più tradizionali in un clima caldo di condivisione e scambio culturale.
Poi la serata si è spostata poco lontano — rimanendo sempre in Via Roma —, e precisamente nella sala delle mostre di FrancigenaLab, allestita per l’occasione, dove si è parlato molto del senso profondo di questi incontri grazie agli interventi di Luigi Pagliaro, responsabile di Slow Food Tuscia e Viterbo, e di Maico Pifferi, delegato di Acquapendente, i quali hanno sottolineato quanto sia fondamentale valorizzare le tradizioni agroalimentari locali.
La cena è stata preparata dalle ‘Amiche di Zì Marì’ con i prodotti del nostro territorio. Il menu è inizito con una zuppa di ceci e castagne con abbinamento la birra al farro dell’Az. Sant’Ermanno. Come primo piatto sono stati serviti i rigatoni di grano corasan, prodotto dall’Az. Sant’Ermanno e conditi con zucca e salsiccia. Per secondo è stata cucinata la Padellaccia, un misto di pollo, maiale e vitello all’arrosto morto, servito con la polenta dell’Az. Sant’Ermanno annaffiata con vino rosso. Per concludere, sono stati presentati i tozzetti della casa con le nocciole dei Cimini e varie farine sempre dell’Az. Sant’Ermanno.

Romano Gordini, vera macchina organizzativa dell’evento, ha descritto così l’atmosfera e il senso della serata: “Quando il bello e il buono passano lungo la Via Francigena, ieri sera ad Acquapendente è nata una stella; la Francigena con Gusto riprende con la cena col produttore, il primo ospite l’amico Giulio Geronzi con la sua Azienda Agricola Sant’Ermanno; ma non solo, Slow Food è partner di questa iniziativa per scoprire il territorio e valorizzarlo, tutto in un’atmosfera magica e la cucina dalle Amiche di Zì Mari ha chiuso il giro”.
Un successo reso possibile grazie al lavoro di squadra che ha visto coinvolti: Giulio Geronzi con i suoi prodotti, Maico Pifferi e Luigi Pagliaro per Slow Food, il sommelier Claudio Sarti con i suoi abbinamenti, le instancabili Amiche di Zì Mari (Fiorella, Ruth, Elisabetta, Cristina, Carla, Mara e Azzurra), Gianna Bisti presidente dell’Associazione ARISA, Donatella Maggi responsabile della gestione di FrancigenaArte, Maurizio Di Giovancarlo di Tuscia Fotografia che ha presentato la serata e gli ospiti, oltre all’amministrazione comunale di Acquapendente, sempre vicina a queste iniziative.
La genesi di “Francigena con Gusto” affonda le sue radici nella volontà di valorizzare l’identità storica, culturale ed enogastronomica di Acquapendente, borgo dell’Alta Tuscia noto come la “Gerusalemme d’Europa” per la sua fortissima impronta legata ai pellegrinaggi medievali. Il Comune e l’Associazione ARISA, insieme a Slow Food, hanno voluto promuovere la filosofia del “buono, pulito e giusto”, trasformando i prodotti d’eccellenza dell’Alta Tuscia — come le lenticchie di Onano, i ceci di Valentano, i fagioli di Gradoli e il pesce del vicino lago di Bolsena — in un patrimonio di memoria collettiva e non solo in un fatto commerciale.
A tutto questo si unisce una bellissima contaminazione artistica, capace di fondere il gusto del palato a quello della vista e dell’udito grazie all’integrazione di mostre d’arte contemporanea, come la rassegna “Orme Creative” curata da FrancigenaLab con le proprie esposizioni di vari settori del panorama artistico visivo, e della musica itinerante nei palazzi storici del centro. Una serata riuscita sotto ogni punto di vista, che ha saputo fare cultura viva partendo dal calore di una tavola condivisa.
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