La via Francigena

La Via Francigena cammina sul basolato dell’antica consolare romana della Via Cassia, che partendo da Roma attraversava tutta l’Etruria fino all’alta Toscana, per poi congiungersi ad un’altra importante consolare, la Via Aurelia, che portava gli antichi romani fino in Francia.

 

Dal medioevo la Via Francigena ha visto il passaggio di migliaia di pellegrini che da più parti d’Italia e d’Europa, calcandone il lastricato in qualsiasi stagione, raggiungevano la tomba di S. Pietro a Roma.

 

Qualche giorno fa mi trovavo proprio sul bellissimo tratto che si snoda nelle campagne intorno a Montefiascone. Intento a smanettare per trovare l’inquadratura giusta, sento dire: “si vede che siamo nel Lazio”. Mi volto e un gruppetto di turisti-pellegrini è dietro di me; dal canto mio domando il perché di quell’espressione così curiosa.

 

Ricevo come risposta un coro di lamentele: in certi punti le erbacce sono così alte da non permettere il passaggio, le ripetute segnalazioni non sono bastate e, a dirla tutta, anche l’ospitalità lascia a desiderare.

 

Perplesso dinanzi a queste critiche abbastanza pungenti, prendo subito le difese del mio territorio: rispondo che tanto è stato fatto per migliorare il passaggio dei pellegrini sulla Via Francigena e tanto altro verrà fatto, memore di notizie pubblicate sui vari social e giornali da parte di coloro che si stanno adoperando per rendere più agevole e sicuro il passaggio nella Tuscia.

 

Saluto il gruppetto, che già si era allontanato continuando il viaggio, dicendo che avrei dato voce alle loro richieste rigirando la questione a chi è competente in materia, ma ricordando loro che infine sono solamente dei pellegrini e che i loro precursori raggiungevano Roma scalzi, senza tanti comfort e senza lamentarsi più di tanto.

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