Corviano, Monumento Naturale

Da sempre il territorio di Soriano nel Cimino attrae le mie escursioni conoscitive della Tuscia. Questa volta sono qui con Salvatore e Antonella, amici fotografi, che si sono offerti di accompagnarmi a conoscere il Monumento Naturale di Corviano. I settanta ettari di territorio (dal 2007 diventato “Monumento Naturale”) immersi nella natura alle pendici del Monte Cimino, racchiudono al loro interno anche il passaggio umano di varie epoche, con le testimonianze ancora visibili di resti di cinta muraria etrusco-romana, tombe a fossa, ruderi di un castello e case rupestri scavate al limite degli strapiombi rocciosi che caratterizzano questo luogo singolare. Continua a leggere “Corviano, Monumento Naturale”

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Gli invisibili del Tevere; Cesare l’ultimo anguillaro di Roma

I ricordi sono tanti e scorrono veloce come l’acqua del Tevere, il posto che fa da sfondo alla storia di un uomo, di un fiume, della vita. Arrivo a Roma nei primi giorni di giugno, e il caldo già si fa sentire; mi accompagnano Marina, la figlia di Cesare Bergamini, classe 1940, il nostro protagonista, e Massimo, il suo compagno. La zona è quella del Ponte di Mezzocammino, conosciuto anche come “il drizzagno del Tevere”, a sud della capitale, che unisce le due sponde di Mezzocammino e di Spinaceto. Il rombo dei tir e delle auto sul GRA sopra la nostra testa echeggia ancora mentre imbocchiamo la stradina bianca che ci porterà in riva al fiume sacro di Roma. Continua a leggere “Gli invisibili del Tevere; Cesare l’ultimo anguillaro di Roma”

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E Santa Rosa sia

E Santa Rosa sia. Cresce l’attesa per la notte del 3 settembre, quando tutte le luci del centro storico della città dei Papi si spegneranno e si vedrà solamente la luce immensa emessa dalla Macchina di Santa Rosa, che attraverserà le vie della città portata a spalla da cento uomini che si accolleranno (nel vero senso della parola) la responsabilità di trasportarla da Porta Romana al Santuario a lei dedicato. Continua a leggere “E Santa Rosa sia”

Buone Vacanze nella Tuscia

Si sa che il mese di Agosto è per antonomasia il mese più caldo, anche se quest’anno è da giugno che l’anticiclone africano non molla la presa, con afa e temperature che in certe zone sfiorano i 40 gradi. Agosto è anche il mese delle ferie, per chi può ancora permettersele, ed è anche il mese in cui nella Tuscia tutti i borghi e città si danno un gran da fare per attirare e accogliere i turisti, richiamati dalle bellezze che il nostro territorio può offrire. Continua a leggere “Buone Vacanze nella Tuscia”

I Girasoli della Tuscia

Dopo il viola della lavanda, la campagna della Tuscia si colora di giallo. Sono i campi di girasoli che rallegrano il territorio con un simbolo di positività e gioia. La campagna dopo un temporale ha un profumo diverso più intenso e pulito. Dove i colori sono più brillanti e netti. Il giallo è il blu sono colori primari e il verde è secondario, nella teoria fotografica, ma quando ti trovi davanti ad una distesa di girasoli, perdi la bussola, inizi a cercare quello più bello e invece sei immerso dentro in una folla infinita che ti guarda e sorride. Sensazione bellissima i girasoli, credo che sia il momento più bello che un fotografo possa chiedere alla natura.

Angelo Meloni, il fantino della Tuscia al Palio di Siena

Cosa c’entra il Palio di Siena con la Tuscia? La corsa sul tufo nella bolgia di Piazza del Campo ha attirato nel tempo molti fantini provenienti dalla Tuscia, tra cui spicca su tutti il nome di Angelo Meloni, detto Picino. Nasce a Canepina il 18 marzo del 1880, dopodiché la famiglia si trasferisce nella vicina Ronciglione ed è lì che Angelo scopre l’amore per i cavalli e le corse, che lo vedono subito vincente e proiettato a disputare la corsa più bella e temibile, il Palio di Siena, che si corre nella città toscana due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 di agosto, da circa 400 anni e che attira persone da tutto il mondo. Continua a leggere “Angelo Meloni, il fantino della Tuscia al Palio di Siena”

Nella bottega di Franco

“Quel gran genio del mio amico / con le mani sporche d’olio / capirebbe molto meglio / meglio certo di buttare. / Riparare.” Ecco, inizio così, con le parole del grande Mogol, musicate e cantate da quel mito di Lucio Battisti, per presentare un personaggio conosciuto per caso, ma che mi ha colpito subito per la sua semplicità e per la precisione che adotta nel suo lavoro. Continua a leggere “Nella bottega di Franco”

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