Necropoli di Santa Cecilia

Bomarzo – La Necropoli di Santa Cecilia.
Scopro questa Necropoli grazie a Roberto Re, fotografo e curatore di questi luoghi, insieme a Salvatore Fosci che incontreremo più avanti e che ci parlerà della Piramide Etrusca di Bomarzo.
Per adesso iniziamo il percorso che ci porterà verso questa misteriosa Necropoli. Il luogo è piuttosto enigmatico e lo intuisci subito guardandoti intorno e scoprendo pian piano i vari strati di vita vissuta in tanti secoli di storia. La necropoli e i ruderi della chiesa di Santa Cecilia si aprono dopo aver attraversato una tagliata etrusca che si collega con le tantissime tombe scavate direttamente nella roccia. Altre testimonianze di vita vissuta sono le antiche pestarole che indicano la coltivazione e la trasformazione della vite in vino fin da epoche lontane. Non essendo un archeologo descrivo quello che vedo e racconto con l’aiuto di Roberto quello che gli hanno tramandato gli abitanti del luogo. La magia è peculiare, il muschio copre quasi tutto quello che emerge dalla terra trasformandolo il delicato velluto come a proteggere un mistero non ancora svelato. Il sentiero s’inerpica tra peperino e tufo dov’è scavata la Finestraccia un luogo dove ci hanno abitato in tanti, dai briganti e per ultimo come rifugio nell’ultima guerra per nascondersi dai tedeschi. E’ questa mescolanza di usi e costumi, di vita vissuta tra generazioni antiche millenni che hanno fatto di questo luogo uno dei più affascinanti e misteriosi della Tuscia.

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