Vi avrei fotografato tutti. 
Dico sul serio: avrei voluto fare un mega collage gigante da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Il 2 e il 3 settembre siamo stati tutti immersi in una “pura follia identitaria”. Con la mia macchina fotografica ho cercato i volti di questa comunità. Perfetti sconosciuti che, per un solo istante, si sono aperti a me.
La devozione di chi ha passato la notte in strada per un posto in prima fila.
Le mamme radiose con i bimbi vestiti da piccoli Facchini.
I ragazzi che urlavano: “Aò fotògrafo, ce fai na foto?” (E io: “Certamente!”).
Gli sguardi stanchi ma straordinari dei volontari e delle Forze dell’Ordine che hanno protetto questa magia dietro le quinte.

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