Angelo Russo, Radici e Visioni dal 2 dicembre 2025 fino al 6 gennaio 2026 alla Rocca Albornoz di Viterbo

La Rocca Albornoz sta accogliendo un viaggio artistico profondo ed emozionante con l’inaugurazione della retrospettiva “Radici e Visioni” firmata da Angelo Russo. Questa esposizione, che ripercorre trent’anni di lavoro dell’artista, è stata aperta con la presenza di un bel pubblico nel pomeriggio di oggi 2 dicembre e sarà visitabile sino al 6 gennaio 2026.

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Angelo Russo mi ha spiegato cosa rappresenta e quale percorso segue la sua opera: “Il percorso espositivo è un viaggio dentro l’io e la creatività che abbraccia tre decenni di ricerca”, ha chiarito subito Russo, “partendo dalle esperienze legate alla Macchina di Santa Rosa fino ai lavori più recenti, dove il simbolo si trasforma in espressione dell’anima”.

Il cammino espositivo inizia con “Sinfonia d’Archi”, la Macchina di Santa Rosa disegnata da Russo nel 1991, che l’artista definisce “metafora di un desiderio comune che unisce la struttura alla fede”. Esposta in mostra la statua autentica di Santa Rosa, che per sette anni ha sfilato per le strade di Viterbo, assieme al progetto vincente del concorso del 1991 e una serie di quadri che reinterpretano la luminosità e l’innalzarsi della santa.

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Dello stesso periodo, la mostra include il progetto del 1992 per il manifesto di “San Pellegrino in Fiore”, seguito da opere dove “il materiale parla del suo autore, muta in simbolo e il segno diventa così svelamento”. L’esposizione prosegue con sculture e dipinti creati dal 2019 a oggi, tra cui spiccano “Il Peccato Originale”, “Il Galletto” (mostrato al MEAM di Barcellona nel 2024) e “L’Archetipo del Figlio Perduto (Pinocchio)”. Queste creazioni, secondo Russo, “raccontano un percorso di trasformazione interiore, un dialogo costante tra chiarezza e oscurità, tra ciò che si vede e ciò che è nascosto”.

Angelo Russo descrive “Radici e Visioni” come “un ritorno alle origini, uno sguardo verso il futuro, un percorso nell’arte come rivelazione e nella forma come indicazione di un cammino”. L’artista si vede come un “simbolista” che trae ispirazione da fonti nascoste, sogni e un forte legame con la realtà intorno per creare opere che toccano l’emozione.

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Temi come la speranza e il rinnovamento sono al cuore del lavoro di Russo, cosa resa evidente dal suo recente soggiorno a Roma, dove ha preso parte a un discorso di Papa Francesco focalizzato proprio sulla crescita personale e la speranza. I pezzi in mostra, come la toccante “Deposizione – Dolore di Madre” e “L’Archetipo del Figlio Perduto (Pinocchio)”, rappresentano forti immagini di cambiamento e nuovo inizio. Russo incoraggia chi guarda a connettersi profondamente con l’arte: “stai di fronte a un dipinto e lascialo parlare,” suggerisce, “cercando di capire non con ciò che senti ma con l’anima. ”

 

La rassegna, seguita da Tiziana Lagrimino e organizzata dalla società ST Sinergie, rappresenta un evento di notevole spessore culturale, sostenuto dall’amministrazione comunale di Viterbo, dal gruppo dei Facchini di Santa Rosa e dall’associazione degli ex Facchini. Un vivo apprezzamento è rivolto a Unindustria Viterbo per l’aiuto fornito e alla Casa Editrice Serena per aver stampato il catalogo della mostra.

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All’apertura di oggi erano presenti : il vicesindaco Alfonso Antoniozzi e la consigliera Alessandra Croce con delega alla Via Francigena e al Giubileo 2025, i quali hanno trasmesso il messaggio del Sindaco Chiara Frontini, impossibilitata a intervenire per doveri ufficiali a Roma, anche Sara De Angelis, direttrice del Museo Etrusco Rocca Albornoz, ed Enrico Panunzi, membro del Consiglio regionale del Lazio, tutti quanti hanno sottolineato quanto sia potente il messaggio veicolato dall’arte, ben espressa con trasporto da Angelo Russo.

La discussione introduttiva si è chiusa con le penetranti considerazioni della professoressa Laura Principi, curatrice dell’allestimento, capace di riassumere il cuore dell’iniziativa con parole semplici ma toccanti. Per concludere, non è mancato un ottimo rinfresco preparato da Giulio Geronzi, impreziosito dalle prelibatezze di Villa S. Ermanno e dalle etichette di Ravazzi, il tutto accompagnato dal piano del Maestro Alessandro Achilli e dalla voce del soprano Roberta Nardi, rendendo questa occasione davvero memorabile per chi vi ha partecipato.

La rassegna alla Rocca Albornoz si prospetta quindi come un momento fondamentale per scoprire la grande capacità espressiva di Angelo Russo e imbarcarsi in un profondo percorso attraverso l’arte, i simboli e la dimensione spirituale.

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