C’era un’aria strana questa sera a Bolsena, una miscela di attesa e quella solita, bellissima quiete autunnale. Mancano pochissimi giorni a lunedì 12 ottobre, quando alle 11:30, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, il ministro Alessandro Giuli dirà finalmente se la scommessa folle di Bolsena e Bagnoregio è vinta.
La Tuscia è lì, in finale a quattro per diventare Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028con il dossier “Arte che viene, arte che va”. Tutte e due le comunità sono col fiato sospeso, inutile girarci intorno.
Ma l’attesa non li tiene fermi, anzi. La città ha risposto accendendo i motori con l’inaugurazione di “Grancaro incontra la città – Edizione speciale 2026”, che ha trasformato Bolsena in un museo a cielo aperto. Diciannove artisti pazzeschi—gente del calibro di Tommaso Cascella, Matteo Basilè e Michele Stanzione—hanno letteralmente invaso piazze, palazzi, vie e il lungolago con le loro opere. L’arte contemporanea che ti sbatte in faccia mentre cammini, senza filtri.
L’avvio ufficiale è stato all’auditorium comunale per la presentazione di Obscura Luna, il libro di Carmine Sorrentino. C’era un bel movimento: l’autore emozionato, e il sindaco Andrea Di Sorte per i saluti di rito, visibilmente orgoglioso di come la città sta rispondendo.
Fuori, intanto, il cielo sul lago faceva il suo show, colorandosi di un tramonto pazzesco che sembrava un’opera d’arte pure quello. Turisti e locali se lo godevano passeggiando tra un’installazione e l’altra. E a proposito di godersela: nella piazzetta di San Rocco ho beccato il fotografo Simon d’Exèa (che espone presso le Scuderie di Palazzo Cozza) Zero pose da intellettuale, era lì, seduto tranquillo, a gustarsi una porchetta nostrana che aveva un profumo incredibile.
Questo è il bello di questi giorni: l’arte alta, la tensione per il verdetto del Ministero, e la vita vera di paese che scorre tra un sorriso e un panino. Incrociamo le dita per lunedì, ma intanto, che spettacolo di weekend.



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