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Il Giardino delle Crete – “Sono quasi diciotto anni che ho iniziato a fare ceramica quasi per caso, in quella che io chiamo la mia “terza vita”. Le mie esperienze passate, la curiosità che mi spinge sempre alla ricerca e alla sperimentazione e il mio gusto minimalista hanno segnato il mio percorso. Le forme sono diventate sempre più pulite, semplici e geometriche: togliere piuttosto che aggiungere. Lavoro sulle superfici e il decoro è essenziale: ricerco la bellezza nella semplicità. Seguo il concetto “keep it simple because less is more”.Grazie Mara per avermi fatto scoprire la ceramica, grazie David, Luca e Ann per avermi aperto nuovi orizzonti e aiutato a crescere.”

Questo è quello che dice Giovanna Soldini, le mie immagini è quello che dico io. Una donna forte, decisa, sapiente e brava. Sono entrato nel suo mondo fatto di gesti rituali e tanto silenzio, rotto solamente al vento che si incunea tra i Calanchi davanti a Civita di Bagnoregio. E’ qui che Giovanna ha messo le sue radici nordiche facendo diventare la Tuscia il suo buen retiro. Il suo laboratorio, dove crea pezzi unici uno dall’altro anche se hanno la stessa forma, è di un ordine smisurato dove gli attrezzi ed il materiale sono catalogati con nome, data, forma, peso e colore e tutto magicamente ritorna al suo posto dopo ogni sezione di lavoro. Creta, fuoco e fumo questi sono i tre elementi che costituiscono la struttura creativa delle opere di Giovanna senza tralasciare la cosa più importante, la passione che diventa fondamentale in tutta questa storia. Lascio Giovanna in abbigliamento da “cottura” con un forno pieno di oggetti, dove la temperatura supera gli 800 gradi e le feste che Brandy, un simpaticissimo bulldog inglese, mi ha fatto per tutta la durata del reportage.

Immagini Maurizio Di Giovancarlo

© Tuscia Fotografia 2016

Civita di Bagnoregio Giovanna Soldini Ceramica  © Tuscia Fotografia / Maurizio Di Giovancarlo Tuscia Lazio Viterbo  Bagnoregio

Grazie a Giovanna Soldini che mi ha aperto La Porta del Paradiso. Un meraviglioso giardino colmo di profumi e colori alle pendici della Valle dei Calanchi davanti a Civita di Bagnoregio.

Le immagini di Maurizio Di Giovancarlo © Tuscia Fotografia.

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Civita di Bagnoregio – Le immagini di Maurizio Di Giovancarlo del Presepe Vivente della Città che Muore.
La mia storytelling è dedicata ai personaggi di questo splendido Presepe. All’atmosfera che si respira girando i vicoletti di questo posto incantato che è Civita di Bagnoregio gioiello della Tuscia conosciuto in tutto il mondo.
Devo ringraziare Stefano e lo staff della Croce Rossa Italiana della sezione di Bagnoregio nella persona di Rino che mi ha guidato lungo il percorso del Presepe realizzato per una mobile causa che è quella di acquistare una nuova ambulanza dal ricavato dei biglietti d’ingresso.

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Tuscia Fotografia © Maurizio Di Giovancarlo

tuscia presepe vivente civita di bagnoregio lazio viterbo

A Mani Nude, così Marco porta avanti una tradizione centenaria. La passione per questo lavoro si percepisce a pelle entrando nel laboratorio e parlando con Marco o Leonello, suo padre. Una passione fatta di gesti, momenti e attese. I gesti, le mani che accarezzano e modellano l’argilla che prende forma, una forma che è per tutti uguale ma se guardi bene è diversa. I momenti, sono cadenzati come le stagioni e portano ogni volta i propri frutti. Le attese, di un lavoro svolto con sentimento e A Mani Nude.

Le immagini di Maurizio Di Giovancarlo sono state realizzate presso la Fornace di Marco Andolfi a Vetriolo (Bagnoregio) e raccontano tutte le fasi lavorative del cotto; dalla forma alla cottura, eseguita a legna a circa mille gradi.

Un grazie a Marco per avermi dato la possibilità di raccontare questa bella storia.

© Maurzio Di Giovancarlo © Tuscia Fotografia 2015 >>>>> CLICCA QUI PER VEDERE TUTTE LE IMMAGINI

La tecnica di lavorazione utilizzata da La Fornace è rimasta completamente manuale e si sviluppa seguendo queste fasi:

1) L’argilla sminuzzata nel “cretaio” viene messa a bagno nel pozzo al fine di amalgamarsi e passare poi nel mescolatore-laminatoio. A questo punto viene portata sul banco di lavoro e modellata manualmente, mattone per mattone, secondo i formati ordinati dai clienti, per questo si possono riprodurre anche forme personalizzate.

2) Quando il mattone è completamente asciutto può essere messo nel forno. Come vuole la tradizione, il forno è il tipico “pozzo” e la cottura è fatta solamente con legna secca e asciutta che permette di raggiungere tranquillamente temperature intorno ai mille gradi. La disposizione dei mattoni e l’esperienza dell’addetto al focolare sono elementi fondamentali per ottenere un prodotto di qualità superiore. La cottura dura complessivamente tre giorni e occorrono dai 30/35 metri cubi di legna da ardere.

Info sulla fornace http://www.cottofattoamano.eu/

 

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