C’è un momento preciso, ad Acquapendente, in cui l’aria cambia. Non è solo il profumo della primavera che avanza, ma un fremito sottile che corre tra i vicoli, una tensione creativa che profuma di petali e di storia. È l’aria di questo maggio che bussa alle porte, la stessa che ieri sera ha avvolto Piazza Girolamo Fabrizio, trasformandola nel cuore pulsante di una comunità che non aspetta altro che celebrare la sua identità.
Le bandiere dei quindici gruppi sventolano già da giorni, macchie di colore che squarciano l’azzurro del cielo sopra la piazza. Ma per chi vive la festa nel profondo, il vero spettacolo è iniziato tra le vie più nascoste, dove il fruscio della seta si mescola al silenzio laborioso dei laboratori: vere fucine dove il talento diventa arte, quell’arte effimera e grandiosa che ha reso i Pugnaloni una delle manifestazioni più importanti d’Italia.
La Notte delle Visioni
Sotto le note vibranti dei Tarock, la città ha finalmente guardato negli occhi il suo futuro prossimo. La presentazione dei bozzetti per l’edizione 2026 non è stata solo una formalità, ma il primo atto di una sfida d’amore. Quindici visioni, nate dal tratto ispirato degli artisti locali, hanno preso forma davanti a una platea gremita, pronta a scorgere in quelle linee i mosaici verticali che, tra poche settimane, lasceranno il mondo a bocca aperta.
Particolarmente toccante è stata la presentazione dell’opera fuori concorso delle Radici Aquesiane, firmata da Rita Pepparulli: un omaggio commovente che rilegge i Pugnaloni dei primi del Novecento, intrecciandosi ai lavori dei piccoli artisti dei Mini Pugnaloni. Un ponte ideale che lega i nonni ai nipoti, la memoria storica al futuro che già scalpita.
“Il posto più bello del mondo”
“I bozzetti sono solo il contorno: i veri protagonisti siete voi”, ha esclamato con orgoglio Fabio Vitali, Presidente della Pro Loco. E in quelle parole si è percepito il senso profondo di essere aquesiani: una passione che va oltre la competizione, un senso di appartenenza che rende questa città, in questo preciso istante, il centro esatto della meraviglia.
Ecco i protagonisti e le matite che daranno vita ai sogni del 2026:
- Acquaviva – Angelo Vitali
- Barbarossa – Walter Tagliaferri
- Corniolo (SAS) – Alessandro Basili
- Corte Vecchia (SELECAO) – Veronica Regoli e Gian Marco Tomassetti
- Costa San Pietro – Bhagya Weerasinghe
- Porta della Ripa (CENTRO) – Flavio Boggi
- Porta Romana (COMB) – Niccolò Campana
- Rugarella – Luca Lombardelli
- Sant’Anna (GSA) – Beatrice Fastelli
- Santo Sepolcro (6+6) – Riccardo Cesaretti
- Torre G. de Jacopo – Chiara Agostini
- Torre San Marco (I EQUIPE) – Dorella Colonnelli
- Via del Carmine (GNS) – Stefano Zazzera e Roberta Scotton
- Via del Fiore (I EQUIPE) – Paolo Marziali
- Via Francigena (BLUCOBALTO) – Sara Ronca e Jacopo Felici
Dalla matita alla terra
Con il calare del sipario sulla piazza, si apre il tempo del silenzio e della fatica. La fase ideativa lascia il posto a quella operativa: dai laboratori alle campagne, inizierà ora la meticolosa ricerca di foglie, petali ed elementi vegetali. La matita si mette da parte per lasciare che sia la natura a parlare.
Acquapendente entra così nel suo mese più intenso. È il tempo in cui la tradizione si rinnova sotto il soffio della storia, e ogni cittadino diventa custode di un segreto che esploderà in tutta la sua bellezza la terza domenica di maggio. La sfida è lanciata, l’incanto è appena iniziato.



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