I bambini della 2ª Elementare (Classe A) della scuola primaria (dell’ IO “Leonardo Da Vinci”) di Acquapendente raccontano il proprio paese attraverso gli scatti in Polaroid da un idea di Maurizio Di Giovancarlo.
Ci sono progetti che per anni restano custoditi in un cassetto, come un’idea fissa, e altri che finalmente prendono vita direttamente dal cuore. Oggi, a evento concluso, posso dirlo con una punta di orgoglio e tantissima emozione: vedere Acquapendente attraverso gli occhi dei bambini della 2ª Elementare (Classe A) della scuola primaria (dell’ IO “Leonardo Da Vinci”) di Acquapendente, che tutto questo è stato un viaggio straordinario che ha sorpreso me per primo.
Quando ho immaginato “Fotografi-AMO-NOI”, volevo semplicemente dare in mano ai più piccoli uno strumento per raccontare il proprio territorio. Sapevo che ne sarebbe uscito qualcosa di bello, ma la realtà ha superato di gran lunga la fantasia. In questo cammino ho avuto la fortuna di avere al mio fianco la fantastica maestra Serena Venanzi, che ha accompagnato questi giovanissimi esploratori con una dedizione e un entusiasmo unici.
Un viaggio nel tempo, tra rullini e reflex
Prima di scendere in strada e metterci alla prova sul campo, ho voluto far vivere ai bambini una vera e propria immersione nella storia della fotografia. Durante il nostro incontro formativo, i piccoli studenti hanno potuto toccare con mano un mondo che per loro, nativi digitali, sembrava quasi una magia d’altri tempi. Li ho visti accarezzare i vecchi negativi, guardare stupiti dentro gli obiettivi delle mie reflex e scoprire come si catturava la luce prima degli smartphone.
Ma la vera scintilla nei loro occhi è scoppiata quando ho tirato fuori lei: la Polaroid. Quella scatola magica capace di stampare un ricordo nell’esatto istante in cui viene vissuto e che è diventata la compagna ufficiale del nostro racconto.

Scorci del cuore: la nostra Acquapendente in un click
Il momento più emozionante è stato senza dubbio l’uscita tra le vie del paese. Non ho voluto imporre regole o direttive su cosa fotografare; ho preferito lasciare i bambini in totale libertà di scegliere gli scorci, gli angoli e i dettagli di Acquapendente che sentivano più “loro”.
Ogni scatto è stato un piccolo rito collettivo: il click della macchina, il ronzio della pellicola che esce e quell’attesa magica, con il fiato sospeso, mentre l’immagine prendeva forma lentamente sotto i loro occhi sgranati.
Il risultato è una narrazione visiva di Acquapendente autentica, poetica e priva di filtri. I bambini della 2ª A non hanno solo fotografato dei monumenti o delle piazze; hanno impresso sulla pellicola la loro meraviglia, il loro senso di appartenenza e una bellezza che noi adulti, troppo spesso di corsa, diamo per scontata.
Il mio grazie più grande
Questa prima edizione di Fotografi-AMO-NOI si chiude con il cartello “posti esauriti” e con il mio cuore colmo di gratitudine.
Un grazie immenso va alla maestra Serena Venanzi per la sua preziosa e fondamentale collaborazione, a FrancigenaLab per aver creduto in questa mia idea e averla supportata, ma il ringraziamento più grande va a loro: i miei piccoli, grandi fotografi. Mi hanno dimostrato che per guardare lontano e scoprire la bellezza, a volte, bastano lo sguardo puro di un bambino e il click di una Polaroid.


Lascia un commento