Li vedo da lontano mentre sono ancora fuori dal museo. Stanno parlando fitti fitti, chissà, magari proprio del futuro della mostra.
«Ehi, rimanete dove siete tutti e due! La luce è stupenda!», gli urlo da distante.
Benedetta mi sente e si sposta nel piccolo giardino. Si mette in controluce, lasciando che il sole metta in evidenza il drappo giallo appoggiato sulla spalla. È un contrasto bellissimo: la luce la illumina di quinta mentre lei quasi volteggia sull’erba come una danzatrice. Gregor, invece, è rimasto piantato a guardarla, appoggiato alla ringhiera del passaggio pedonale proprio all’ingresso. Mi avvicino, punto l’obiettivo sul suo viso per un primo piano e gli dico: «Mi sembri una statua greca». Continua a leggere “Gregor Becker e la luce di fine ottobre: l’arte viva di Tuscia Contemporanea da un idea di Benedetta Bruzziches.”
