Angelo Meloni, il fantino della Tuscia al Palio di Siena

Cosa c’entra il Palio di Siena con la Tuscia? La corsa sul tufo nella bolgia di Piazza del Campo ha attirato nel tempo molti fantini provenienti dalla Tuscia, tra cui spicca su tutti il nome di Angelo Meloni, detto Picino. Nasce a Canepina il 18 marzo del 1880, dopodiché la famiglia si trasferisce nella vicina Ronciglione ed è lì che Angelo scopre l’amore per i cavalli e le corse, che lo vedono subito vincente e proiettato a disputare la corsa più bella e temibile, il Palio di Siena, che si corre nella città toscana due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 di agosto, da circa 400 anni e che attira persone da tutto il mondo.

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Il fantino di Canepina di “carriere” (che nella terminologia paliesca indicano la corsa per la disputa del Palio) ne ha vinte ben 13, con diverse contrade. Corse l’ultimo Palio a cinquantatré anni, rimanendo però un fedelissimo della contrada dell’Oca, per la quale portò a termine da vincitore ben quattro volte la corsa. Quando entrai nel museo di Canepina non conoscevo questa storia, ma riconobbi subito i colori dell’Oca nella vetrina dedicata a questo straordinario personaggio. La fatalità ha voluto che il mio primo servizio fotografico dedicato al palio di Siena lo abbia fatto proprio nella contrada dell’Oca grazie a degli amici che avevano uno studio fotografico proprio a Fontebranda, nel cuore della Nobile Contrada. Non del tutto digiuno della portata dell’evento e dei vincoli da rispettare, mi buttai nella mischia e iniziai a fotografare. Era il 2 luglio del 2007, il cuore andava a mille, ma era attutito dai canti e cori di giubilo dei contradaioli che, come una marea, mi trascinarono in Piazza del Campo, già gremita fino all’orlo. Mai vista tanta gente tutta insieme, senza quasi che ci fosse posto per poggiare i piedi. Finestre, balconi, gradinate traboccavano di gente da tutto il mondo.

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La Piazza pian piano terminava di riempirsi prima della “mossa” (che, semplificando molto il ricco rituale del Palio, indica il dare il via alla gara). Il mio posto era in alto, avevo la piazza sotto i piedi e una vista che arrivava fino alla campagna circostante. Il patos è alto al canapo, i cavalli scalpitano, è subito Palio. I cavalli corrono sotto la forza dell’incitamento dei contradaioli, ma quello che mette più cuore, rabbia e forza vince. Quel 2 luglio del 2007 vinse un giovane Giovanni Atzeni, detto Tittia, con Fedora Saura per la Contrada dell’Oca. Metaforicamente vinsi pure io quel giorno, raccontai questa storia fotograficamente e dopo tanti anni ho trovato il modo di condividere questo episodio con tutti voi. Ma piuttosto bisognerebbe pensare anche solo per un attimo come ha vissuto tutte quelle 13 vittorie Angelo Meloni, detto Picino. Per il fantino è un trionfo senza uguali, che ti segna per tutta la vita, perché il Palio è la vita di un popolo, ed io, a modo mio, quel giorno l’ho vissuto.

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