La Palanzana, palestra verde di Vita

Dopo l’escursione ad Orte sotterranea mi avvio verso casa, nell’alta Tuscia, ma nel tragitto mi ritornano in mente delle belle immagini di un luogo tanto caro ai viterbesi. Il mio amico Andrea in modo preciso e puntiglioso, com’è lui, mi spiega come raggiungere la vetta della Palanzana.

Meta giornaliera di escursionisti che si avventurano fino ai suoi 802 metri per godersi il magnifico panorama, il Monte della Palanzana è un’ondulazione di origine vulcanica legata con un cordone ombelicale ai Monti Cimini, che fanno parte del sistema dell’Appennino Laziale e si trovano a ridosso del capoluogo della Tuscia.

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Con le indicazioni di Andrea arrivo a uno spiazzo dove posso parcheggiare la mia auto e imbucarmi nell’unico sentiero che mi ritrovo davanti. Il sentiero è talmente battuto che anche gli escursionisti meno esperti hanno difficoltà a perdersi. Subito ho un primo incontro con un ciclista su mountain bike che sta scendendo a valle da un altro percorso che s’incrocia con quello che mi porterà in vetta. La salita è ripida e lunga, la prendo con calma e mi godo il silenzio: camminare nel bosco è per me un antidepressivo naturale che mi aiuta a curare la stanchezza, e certe volte anche la malinconia, e mi rigenera quelle energie utili per proseguire questa storia. Il silenzio è veramente forte: sento solo il rumore delle foglie secche che calpesto e del mio fiatone costante, dato dalla salita che diventa sempre più aspra. La voglia di arrivare in cima però è tanta e supera la necessità di fermarsi e riprendere fiato.

 

Arrivo ad un punto dove la salita diventa più dolce perché mi trovo su di un piccolo pianoro e imbocco il percorso segnato che mi invita a proseguire verso sinistra. Qui lo scenario cambia, con le rocce laviche che iniziano a spuntare dal terreno in varie forme, ricordando che il terreno che sto calcando è stato un antico vulcano. Il sentiero diventa stretto in certi punti, un saliscendi, e devo necessariamente fare attenzione a non scivolare tra le rocce, diventate lo scenario principale di questo ultimo tratto. Ma eccomi ora in cima alla vetta: mi si stende davanti, come uno scenario teatrale, un panorama bellissimo. Da qui si vede la Tuscia. Una sensazione bellissima e contemplativa, dove cielo e terra giungono a toccarsi; una meditazione nata da una semplice passeggiata che può trasformarsi nella metafora della vita.

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Come la Croce installata da Remo Anselmi con la dedica che recita queste parole: “La Palanzana sin dal 1934 è stata la mia grande e verde palestra, per questo nel luglio del 1965 ho installato sulla sua vetta una croce. Oggi, luglio 2015, in occasione del 50mo anno, poso questa nuova croce dedicandola a tutti i giovani che sono prematuramente scomparsi e che non hanno potuto avere quello che la Palanzana ha dato a me. Amatela, frequentatela, rispettatela!”. Scendo respirando le parole scritte, respirando il panorama, respirando questo luogo come tanti nella nostra Tuscia da preservare e amare. Un luogo sorprendente che vi invito a conoscere come sempre per il bene degli occhi e per la ricchezza dell’anima.

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