Sutri città della storia

Una perla di cultura nella terra di Tuscia: questa è Sutri. Le mie immagini oggi raccontano una città che ha una storia millenaria alle spalle. Il percorso fotografico inizia da uno dei monumenti più conosciuti della Tuscia;

scavato interamente nel tufo, l’Anfiteatro Romano di Sutri rimane unico nel suo genere. Teatro di sanguinose battaglie tra gladiatori, risale all’epoca a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.. Provate a mettervi al centro dell’Anfiteatro e a pensare cos’era questo luogo, le vicende che ha visto, gli uomini che hanno lottato per la propria vita. Ecco, per me questa è stata una sensazione surreale, che va oltre ogni pensiero umano.


M’incammino verso un altro di questi luoghi sacri, il Mitreo di Sutri, anch’esso incastonato tra il tufo. Il visitatore calca la terra viva e si sente scomparire tra le colonne scavate nella roccia, con le pareti vergate di storia, narrata da affreschi bellissimi.


Entrando in città dalla Porta Franceta, forse chiamata in questo modo perché da essa passavano i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, durante l’ultima tappa prima della tomba di Pietro, a Roma. Il borgo è racchiuso dalle antiche fortificazioni prima etrusche, poi romane, fino alle attuali costruzioni risalenti al XV secolo.


A pochi metri della porta si trova il Museo del Patrimonium, che racchiude al suo interno delle testimonianze storiche relative al territorio, come affreschi e tele, ma il pezzo più pregiato del Museo è la statua conosciuta come l’Efebo di Sutri. Risalente al primo periodo imperiale, rappresenta una figura maschile, e fu rinvenuta nelle campagne di Sutri nel 1912.


Arrivo in piazza del Comune, che rimane sempre il salotto della città, con i suoi caffè che fanno da cornice alla bella fontana e alla Torre dell’Orologio che ricalca la Torre dei venti che si trova nel Palazzo del Quirinale a Roma. Mi bevo un buon caffè e mi dirigo verso un altro snodo turistico importante della città di Sutri, il Museo Doebbing, sede di mostre di altissimo valore artistico e storico, e la vicina cattedrale di Santa Maria Assunta, dove nei sotterranei è custodita una cripta romanica che fu teatro del concilio che elesse Papa Clemente II, nel lontano 1046, alla presenza dell’imperatore tedesco Enrico III. La storia continua, in un territorio ricco di avvenimenti, luoghi e persone che fanno della Tuscia un posto suggestivo tutto da scoprire.

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