Gradoli, il pranzo che non c’è…

La solidarietà genuina non ha barriere, anzi, le abbatte per arrivare allo scopo che si era prefissata. Da oltre quattro secoli la Fratellanza del Purgatorio porta avanti un proposito ben definito: onorare e suffragare le anime del Purgatorio attraverso la celebrazione di Messe, e aiutare i più bisognosi raccogliendo fondi e mettendo a disposizione manodopera gratuita. Attualmente fanno parte della Fratellanza circa novanta uomini (da 18 a 85 anni), coordinati da un capitano, un tenente e un sottotenente.

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L’evento benefico più importante è il Pranzo del Purgatorio, che la Fratellanza allestisce il Mercoledì delle Ceneri al fine di pregare per le anime del Purgatorio e celebrare l’inizio della Quaresima. La tradizione di quest’antica festa popolare vuole che la mattina del Giovedì Grasso i Confratelli, vestiti con il tipico saio marrone, mantellina viola, cappuccio in testa e tamburino al seguito, girino per il paese bussando alle porte degli abitanti del borgo di Gradoli, che rispondono con offerte in denaro e prodotti alimentari. Il raccolto della questua viene poi utilizzato per organizzare l’Asta, che si svolge alcuni giorni prima delle Ceneri, anche questa finalizzata alla raccolta fondi per l’allestimento del Pranzo del Purgatorio.

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Quest’antica tradizione prevede un pranzo con 1200 commensali, e con un menù semplice ma non povero, anzi, ricco di sapori antichi sapientemente approntati dalle laboriose mani di questi uomini, che prima preparano e poi servono questa immensa tavolata. Il menù inizia con, ovviamente, i Fagioli del Purgatorio (questo legume nasce unicamente nelle campagne di Gradoli), si prosegue poi con una minestra di riso con sugo di tinca (pescata nel Lago di Bolsena e preparata con gli ingredienti di una ricetta segreta della Fratellanza), luccio in umido (anch’esso pescato nel Lago di Bolsena), nasello fritto, baccalà lesso (insaporito con olio extravergine d’oliva e un trito di aglio e prezzemolo), per terminare con una mela.

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Il Pranzo del Purgatorio di Gradoli è una tradizione che non ha perso la sua caratteristica di unire persone tra loro sconosciute per consumare un pranzo, raccolti alla stessa tavola, e con lo stesso cibo. Purtroppo, con grande rammarico della Fratellanza del Purgatorio, anche quest’anno, a causa della pandemia, il Pranzo non si terrà e i locali della Cantina Sociale rimarranno vuoti per il terzo anno di fila.

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Si spera si possa tornare presto a rivivere questa antica tradizione di solidarietà, una vera e propria terapia che aiuta a costruire la fiducia tra le persone e ad allargare la solidarietà ai più bisognosi. Ecco, tutto questo si svolge a Gradoli, in quella Tuscia che pochi conoscono.

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