La Mia Tuscia

Ho sempre concepito la mia fotografia come uno strumento di visione, chiarimento e narrazione, tesa a restituire a chi osserva uno spaccato veritiero della terra che mi circonda e che amo, la Tuscia.

 

La fotografia affascina perché possiede un potenziale narrativo enorme e diversificato. È capace di traumatizzare lo spettatore, mostrando scene di guerra, ma può anche illuminare differenti prospettive del quotidiano, oppure raccontare tutte le sfumature di un territorio ed essere testimone della verità, calandosi nella realtà di una storia oggettiva e vivendo la fotografia senza manipolazioni o condizionamenti.

 

Narro di quello che percepisco, quello che m’incuriosisce; la mia fotografia non è costruita, ma testimonia con assoluta e univoca conferma ciò che vedo nel mio obiettivo, e nient’altro.

 

Questa è la storia che racconto da molti anni, divertendomi a girare in lungo e in largo la Tuscia. Ho conosciuto persone, abitanti-guida che mi hanno illustrato questi luoghi, e i quali, a loro volta, mi hanno trasmesso la memoria di chi abitava qui prima, facendomi sentire come un metronomo che oscilla tra eventi che solo grazie alla fotografia si riesce a testimoniare, per poi condividerli con tutto il mondo attraverso i canali social di Tuscia Fotografia.

 

Questo anche grazie all’invito di Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb, che mi ha offerto l’opportunità di far conoscere Le Meraviglie della Tuscia, che è anche il titolo di una piccola rubrica che tengo da circa un anno e che ha ospitato più o meno quaranta racconti, avvenimenti del passato e del presente, luoghi più o meno conosciuti della nostra Tuscia. E come dice Jack Nicholson nel film “Qualcosa è cambiato”: “Qui siamo a New York: se ce la fai qui, ce la puoi fare ovunque”. Sicuramente baratto la “Grande mela” con la bellezza della Tuscia.

 

Termino questo mio breve excursus con una frase di un famoso fotografo, Helmut Newton, tedesco naturalizzato australiano, conosciuto per i suoi ritratti di nudo femminile, che credo racchiuda la filosofia di quello che facciamo noi fotografi: “Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare: tre concetti che riassumono l’arte della fotografia”.

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