Da Proceno alle Saline di Tarquinia, 100 km dentro Tuscia

Ieri, dopo tanto tempo, ho avuto la possibilità di muovervi liberamente dentro la nostra provincia. La mattina, è iniziata con la visita del borgo di Proceno detto anche la Porta del Lazio perché situato nella parte più a nord della nostra regione confinante con la Toscana e connessione naturale della Via Francigena verso Roma. Strada battuta da millenni e da tutti quei pellegrini che hanno come destinazione la Tomba di Pietro. E qui a Proceno trovano anche rifugio, in questo borgo arroccato su di una collina che domina la valle del Paglia, uno dei più importanti tra gli affluenti di destra del Tevere, e costruito intorno alla Rocca che svetta tra i tetti delle case. Il silenzio e la tranquillità ne fanno da padrona, le viuzze strette si arrampicano verso il punto più alto del Poggio di Sant’Agnese da Montepulciano, dove si trova la piccola chiesa di forma circolare a lei dedicata in quanto patrona del piccolo paese. Il Belvedere è armonioso e ornato da secolari pini per la via che ti conduce davanti al monumentale Palazzo Sforza che racconta, come un libro aperto, la storia di questo borgo tra i più belli della nostra provincia. Il mio viaggio nel pomeriggio si sposta sul mare, precisamente nella Riserva Naturale Le Saline di Tarquinia che dista circa cento chilometri dal borgo di Proceno. Si cambia scenario, e nel percorrere la strada che mi porterà a destinazione, mi rendo conto quanto è bella la Tuscia e di quanto potenziale turistico, storico-culturale, enogastronomico ha in essere e ancora poco inutilizzato. Arrivo alla Riserva nel primo pomeriggio e il silenzio della mattina è solamente un sommesso ricordo, che tuttavia rimpiazzato subito, molto bene, dal rumore e il profumo del mare che bagna la Costa degli Etruschi. La gente, tanta, assapora una sorta di primavera dato che la temperatura si aggira sui venti gradi. La fauna, protetta dietro una rete che delimita il confine con la strada pedonale e il mare, fa bella mostra di sé ostentando i colori più belli e i richiami delle mamme verso i cuccioli. Il tutto accompagnato da una leggere brezza che fa sbattere le onde contro gli scogli che formano una piccola insenatura attraversata da un ponte in legno e ferro dove i segni della ruggine sono evidenti e decadenti. Il mio viaggio di oggi termina qui, vi ho mostrato due luoghi distanti ma vicini tra di loro in quanto fanno parte integrante della nostra bella Tuscia un territorio ricco di Emozioni tutto da scoprire.

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